Se c'è un vino che racconta la Gallura è il Vermentino di Gallura: un bianco profumato e sapido, che nasce su terreni di granito spazzati dal vento e che dal 1996 porta la sigla più alta del vino italiano, DOCG, Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Ecco cosa sapere per sceglierlo e goderselo durante la vacanza.
Cos'è il Vermentino di Gallura
Il Vermentino è un vitigno a bacca bianca diffuso in diverse zone del Mediterraneo. In Sardegna si coltiva in molte aree, ma solo quello prodotto nella regione storica della Gallura, nel nord-est dell'isola, può chiamarsi Vermentino di Gallura. Il disciplinare di produzione chiede uve Vermentino per almeno il 95% e vigneti situati in una ventina di comuni galluresi, dalla costa a centri dell'interno come Tempio Pausania, a una quota non superiore ai 500 metri.
Nel bicchiere si presenta giallo paglierino con leggeri riflessi verdolini; il profumo è delicato e intenso, il sapore morbido, con un finale leggermente amarognolo. Le tipologie sono diverse: la versione base, con almeno 12 gradi, il Superiore, che deve raggiungerne almeno 13, e poi frizzante, spumante, vendemmia tardiva e passito.
Perché è l'unica DOCG della Sardegna
La storia della denominazione si svolge in due tappe. Il Vermentino di Gallura ottiene la DOC nel 1976 e vent'anni dopo, nel 1996, diventa DOCG: la prima della Sardegna e, ancora oggi, l'unica. Salire di livello non è automatico: la legge riserva la DOCG a vini già DOC da almeno dieci anni, di particolare pregio e con una fama riconosciuta a livello nazionale e internazionale.
In cambio i controlli sono più severi. Prima di andare in commercio, il vino passa un'analisi chimico-fisica e un esame organolettico, cioè un assaggio da parte di un'apposita commissione, ripetuto partita per partita anche in fase di imbottigliamento. Per il vino base, inoltre, il disciplinare fissa una data: non può essere messo in vendita prima del 15 gennaio successivo alla vendemmia.
Il granito e il vento
Il segreto sta prima di tutto nel terreno. In Gallura la roccia madre è il granito, che disgregandosi forma suoli sabbiosi e poveri, ricchi di feldspati e di cristalli di quarzo. Sono terreni che danno vini dal carattere minerale, con una tipica nota sapida che si riconosce fin dal primo sorso.
Poi c'è il vento. La Gallura è una terra molto ventilata: le correnti asciugano l'umidità della notte e aiutano a mantenere sani i grappoli, mentre la differenza di temperatura tra il giorno e la notte favorisce lo sviluppo dei profumi. Viaggiando nell'interno, verso Aggius o Tempio Pausania, si capisce bene questo legame: le vigne crescono tra massi di granito modellati proprio dal vento e dall'acqua.
Come abbinarlo a tavola
Il Vermentino di Gallura è un vino versatile. Servito fresco è un ottimo aperitivo; a tavola accompagna bene il pesce, dai crostacei ai molluschi fino al pesce arrosto, e i primi piatti della tradizione sarda. Con il formaggio, la scelta naturale è il pecorino giovane. Qualche idea per la vacanza:
- Aperitivo sul terrazzo, con olive e pecorino dolce
- Crostacei, molluschi e frutti di mare
- Pesce arrosto o alla griglia
- Primi sardi, dai chjusoni alla suppa cuata
Le tipologie più particolari, come il passito o la vendemmia tardiva, sono da scoprire con calma, magari chiedendo consiglio a chi le vende.
Consigli per sceglierlo in vacanza
Sull'etichetta cercate la dicitura Vermentino di Gallura DOCG e non confondetelo con il Vermentino di Sardegna: è una DOC diversa, che riguarda tutta l'isola, con zona e regole proprie. Nell'interno della Gallura è facile imbattersi in aziende vitivinicole: se volete visitarne una, informatevi prima su orari e prenotazioni.
In casa, tenete la bottiglia in frigorifero e servitela fresca ma non gelata, così da sentirne i profumi. E se vi siete appassionati alla cucina del territorio, trovate i piatti da assaggiare nell'articolo sulla cucina gallurese.
Un calice al tramonto
Una bottiglia fresca in frigorifero e il terrazzo vista mare della villa: il modo più semplice per assaggiare la Gallura mentre il sole scende sul mare.